LETTURE IN CAMPO / Olimpiadi della lettura: la voce si prepara a scendere in gioco
Ci sono momenti, dentro un progetto, in cui senti che qualcosa sta per accadere davvero. Non è più solo un’idea, non è ancora l’azione pubblica: è quel tempo di mezzo in cui le persone si sono incontrate, le voci hanno iniziato a riconoscersi e l’energia è pronta a uscire dalle stanze per arrivare là dove batte il cuore della comunità. È esattamente questo lo scopo del coordinamento e del mio ruolo professionale!
Per questo vi racconto oggi di questo progetto e di dove ci troviamo con Letture in campo, azione del Progetto Olimpiadi di Lettura, con capofila la Biblioteca G.Cordone del Comune di Vigevano. Come psicologa dello sport e come persona che crede profondamente nel potere della lettura condivisa, è stato per me una grande occasione.
Durante la formazione guidata da Sara Urban, attrice e formatrice, abbiamo lavorando su aspetti che sono andati ben oltre la tecnica. Certo, abbiamo accennato a come respirare, a dare ritmo alle parole, a usare la voce in modo espressivo. Ma soprattutto ci siamo fermati a riflettere su cosa significa leggere davanti ad altri, in spazi non convenzionali, dove il silenzio non è scontato e l’attenzione si conquista con autenticità.
Da psicologa dello sport e volontaria nell’ambito di Nati per Leggere, vedo emergere dinamiche preziose: la gestione dell’emozione, il sentirsi parte di una squadra, il trovare il proprio posto senza dover “performare” nel senso classico del termine. Qui la prestazione lascia spazio alla relazione.
“Scendere in campo” con un libro in mano significa fare un gesto simbolico ma concreto: affermare che cultura e sport non sono mondi separati, che il movimento può convivere con la parola, che la lettura può abitare la quotidianità, anche nei luoghi dove meno ce l’aspettiamo.
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